• Sabina Fasoli

La Zucca tra cultura e salute

Aggiornato il: 8 feb 2019

Cos’ hanno in comune Halloween e la fertilità?

La zucca! Due temi opposti che ci fanno esplorare questo ortaggio in modo curioso, partendo dalla sua simbologia culturale fino ai benefici per il nostro organismo.

“Madame Zucca” è la protagonista di questo articolo e soprattutto di questa stagione.

Conosciamola meglio!


A cura di Sabina Fasoli e Valentina Carfora per Social Psychology and Food

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Irlanda, III secolo a.C.

“È la notte del 31 ottobre e gli abitanti di diverse località celtiche devote all’agricoltura e all’allevamento si preparano a festeggiare la fine del raccolto e a dare il benvenuto alla stagione delle tenebre e del freddo.

È un vero e proprio capodanno e in un bosco vicino al villaggio un gruppo di pastori sta accendendo un Fuoco Sacro in onore degli spiriti per ringraziarli dell’abbondante raccolto e invitarli a banchettare.


Vestiti con maschere grottesche aprono le danze e si preparano poi a tornare al villaggio illuminando il loro cammino con braci ardenti inserite in cipolle e rape intagliate come lanterne… Ma questa abbondanza non dura per sempre: una grave carestia costringe molti secoli dopo il popolo irlandese a abbandonare le sue terre e a migrare oltreoceano, negli Stati Uniti.

Anche in questa nuova terra, tramandano la loro tradizionale festa di Halloween (All Hallows’ Eve – la vigilia d’Ognissanti) che viene accolta dal popolo che li ospita.

In cambio, trovano un nuovo ortaggio utile a illuminare la notte e molto più abbondante e facile da intagliare: la zucca.”


Questa è solo una delle tante storie che vedono protagonista la festa di Halloween e che raccontano come mai la zucca sia diventata il simbolo culturale di una celebrazione pagana tramandata nei secoli e nota anche in Italia.


Questa leggenda offre tre suggerimenti importanti.

La prima raccomandazione implicita è l’importanza di tramandare gli elementi culturali attraverso le interazioni sociali e la condivisione di esperienze. La cultura implica la condivisione dei processi di significazione, di comunicazione, di pratiche e di valori (Anolli, 2011). Un momento di significazione e di condivisione è proprio quello della convivialità, dove il cibo - protagonista del nostro racconto come della nostra vita - non è solo gusto da assaporare, ma anche tradizione da condividere (Cipolla & Corposanto, 2018). Mangiare insieme, infatti, stimola l’appetito e porta a gustare maggiormente il cibo (Simmel, 1910; Illich, 1973).


In questa storia troviamo un importante indizio: come mai gli irlandesi utilizzano le zucche come lanterne? Questo è stato possibile perché la zucca è la regina del mese di ottobre. La seconda raccomandazione di questa leggenda è l’importanza della stagionalità. In natura nulla avviene per caso, la zucca in questo periodo ci sostiene nel rafforzare il nostro sistema immunitario, spesso indebolito dal cambio stagione. Essa è, infatti, un potente alleato perché povera di calorie ma ricca di vitamine (A, B, C, E, K) e sali minerali (calcio, magnesio, potassio). Il suo colore arancione tradisce la presenza elevata di beta-carotene: un potente antiossidante trasformato dal nostro organismo in Vitamina A e fondamentale per la salute di pelle e capelli. Questo unito alla Vitamine B, C ed E dà una spinta alle nostre difese per combattere i virus invernali e funge da integratore naturale a supporto della vista allontanando anche il rischio di patologie legate all’età. Un’altra funzione interessante per cui dobbiamo ringraziare “Madame Zucca” è la sua ricchezza in sali minerali e Vitamina K, che hanno un potere calmante sul sistema nervoso, tenendo a bada la pressione arteriosa riducendo il rischio di ictus. Anche muscoli e ossa ringraziano questi componenti, senza contare che minimizza anche il rischio di calcoli renali.

Ma non è finita qui, l’ultima raccomandazione è incentrata sulla sessualità. La zucca illumina la notte e ci offre un ulteriore aiuto: aiuta le donne che vogliono diventare mamme! Nei vari studi scientifici, che dimostrano l’esistenza di una correlazione tra cibo e fertilità (come anche dimostrato dalle ricerche della Fondazione Veronesi scopriamo che la zucca favorisce la fertilità, grazie di nuovo al beta-carotene, e ruba così la scena ai cavoli, sotto i quali nascono i bambini.

Di ogni forma e dimensione, cotta al forno o passata, la zucca non deve mai mancare sulle nostre tavole se vogliamo che il nostro corpo ci ringrazi. E per conoscere tutte le sembianze che può assumere questa nostra compagna d’autunno, non possiamo perdere “Di zucca in zucca”, uno degli eventi a tema più seguiti in Italia.


Bibliografia


Anolli, L. (2011). Fondamenti di Psicologia della Comunicazione. Bologna: Il Mulino.

Cipolla, C., & Corposanto, C. (2018). Le culture del cibo. Elementi si sociologia della condivisione alimentare. Milano: Franco Angeli.

Illich, I. (1973). La Convivialité. Parigi: Seuil.

Simmel, G. (1910). Soziologie der Mahlzeit. Tageblatt (41).