• Sabina Fasoli

Natale e tradizioni a tavola: il panettone

Il 🥮 panettone 🥮 si avvicina! 🥳 Ecco un nostro articolo sulle storie che lo tramandano 📣, sulle strategie per mangiarlo senza sensi di colpa 🤣e su come prepararlo in casa 🥣(video-ricetta!).


A cura di Sabina Fasoli e Valentina Carfora per Social Psychology and Food

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Il cibo è centrale nella nostra cultura e veicola la nostra identità, oltre che raccontare tradizioni di specifiche epoche. Conosciamo un alimento tradizionale delle festività natalizie ,simbolo culturale del Nord Italia: il panettone!


Il gusto della tradizione natalizia


Sta per sedersi alle nostre tavole una festività intrisa di cultura e tradizione, di gioia e pranzi imbanditi, di regali e pance piene: il Natale. In questo momento dell’anno il legame tra cibo e cultura diventa nettissimo. Se la cultura “è quell'insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualunque altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo in quanto membro di una società” (Taylor, 1871), se le capacità che l’uomo acquisisce e applica sono l’espressione della tendenza innata a trasformare l’ambiente e i suoi prodotti (Gilli, 2014), allora la cultura si può considerare la traccia che l’umanità lascia nei contesti in cui vive e la manipolazione del cibo è un simbolo di civiltà. Al di là del linguaggio, l’uomo veicola messaggi e crea identità con il cibo, pertanto la gastronomia si può ritenere meritevole di distinguere le diverse civiltà (Fischler, 1988). Gli alimenti, difatti, all’occorrenza diventano oggetto di investimento simbolico, differenziando e connotando diverse strutture identitarie, dal genere al ceto, dalla religione all’ etnia (Di Renzo, 2009).


L’aspetto del cibo come veicolo d’identità e sede di particolari simbologie è intriso nella valorizzazione dei prodotti tipici. In Italia non esiste zona che non abbia un suo piatto tipico, ci sono addirittura quartieri che hanno ricette dedicate a particolari ricorrenze (Gilli, 2014). La valorizzazione dei prodotti tipici, inoltre, è non solo da significati simbolici, ma anche leggende, aneddoti e episodi di vita quotidiana che legano strettamente il cibo alla “sua” popolazione. Di sotto ne riportiamo un esempio: il famoso panettone della cultura settentrionale italiana!




Perché si chiama panettone?


Una leggenda metropolitana che riguarda proprio il periodo natalizio e un suo prodotto tipico è quella che narra del panettone. Questo dolce composto da burro, lievito, uova, farina, uvetta e canditi deve il suo nome a un certo Toni, l’aiutante di un cuoco maldestro che fece bruciare un dolce durante un importante banchetto di Natale. Toni, per salvare la situazione, pensò bene di creare un impasto con gli avanzi del dolce aggiungendo canditi e uvetta e servendo il tutto in questa nuova versione. Questo salvataggio in extremis piacque a un commensale illustre, Ludovico il Moro e grazie anche a questo “critico d’eccezione” l’ingegnoso Toni prese i meriti e nacque il Pan di Toni poi divenuto Panettone. Questa denominazione, però, potrebbe essere anche legata all’usanza milanese di portare in tavola un pan-grande come buon auspicio, e di conservarne una piccola porzione da consumare il 3 febbraio, giorno di San Biagio, protettore della gola.


Mangio o non mangio il panettone? Il dilemma natalizio


Il panettone è un simbolo della tradizione culinaria dell’Italia settentrionale che, a nostro avviso, dovrebbe essere rispettata e tramandata. C’è chi toglie i canditi a uno a uno, chi preferisce quello di pasticceria a quello di supermercato, chi lo farcisce con creme e chi lo inzuppa nel latte. Per non parlare della solita diatriba con il suo peggiore alleato: il pandoro. In ogni caso, senza panettone ad addolcire la tradizione per molti non sarebbe davvero Natale. Tuttavia il panettone, come altri prodotti tipici, non è un dolce adatto alle diete. Per questo, molti scelgono di non comprarlo o mangiarlo per evitare i sensi di colpa connessi a pensieri come “se continuò a mangiare così, addio linea” o “durante il periodo natalizio sicuramente ingrasserò”.


Mangiare il panettone si può!


L’ideale è mangiare il panettone a colazione al posto delle merendine dalla composizione poco definita, soprattutto se calcoliamo che queste ultime anche se fatte di semplice pan di spagna contengono 461 calorie rispetto alle 334 per etto che contiene il panettone. A chi già non va molto d’accordo con la bilancia e con la colazione, suggeriamo invece un assaggio di panettone come dolce dopo il pasto, a patto che venga eliminato il pane. Una altra strategia potrebbe essere, invece, quella di prepararlo in casa, in modo da evitare cibi preconfezionati e da aumentare il controllo sugli ingredienti che assumiamo. Per conoscere la ricetta del panettone tradizionale milanese di Ernst Knam potete guardare il video qui sotto.



Buon panettone…ah no, Natale a tutti!!


Bibliografia

Di Renzo, E. (2009). Mangiare geografico. I modelli alimentari nel Lazio tra tradizione e riproposizione culturale. Documenti geografici (13).


Gilli, L. (2014). La cultura del cibo in Lombardia tra tradizioni e nuove identità.


Fischler, S. (1988). Food, Self and Identity. Social Science Information (27), 275-292.


Taylor, E. B. (1871). Primitive Culture: Researches into the Development of Mythology, Philosophy, Religion, Language, Art and Custom.


Sitografia

http://www.cure-naturali.it/salute-dieta/1772/informazioni-dolci-natale/4345/a

http://www.uniroma2.it/didattica/trad-pop-a/deposito/OLTRE_L'EDIBILE.pdf

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